Il turismo post Covid 19? Con il calice di vino in mano

Luglio 2, 2020
Il turismo post Covid 19? Con il calice di vino in mano.
 
Di prossimità, sostenibile, all’aria aperta, accessibile economicamente: l’enoturismo ha tutte le caratteristiche per essere motore della ripartenza

Se in tempi ‘normali’ la wine experience si viveva prevalentemente in cantina, ora in tempo di Covid-19 sarà sempre di più anche in vigna dove gli spazi per il distanziamento sono ovviamente consentiti.
 L’enoturismo è infatti un turismo di prossimità e consente esperienze per pochi o piccoli gruppi della durata di mezza giornata o di un week-end.
Si può praticare all’aperto, con le visite in vigna che accompagnano le visite in cantina e può essere integrato con il territorio, con i ristoranti e le strutture di accoglienza, con i beni culturali e le produzioni gastronomiche locali.
Un’esperienza semplice ed empatica, ludica ed educativa, ma soprattutto sostenibile.
In quest’ottica nasce il progetto Il nuovo enoturismo, una piattaforma che ha lo scopo di organizzare e formare Cantine e Consorzi di Tutela per cogliere questa opportunità, anche in funzione dei vincoli che vengono posti alle strutture di accoglienza.  Il progetto si è avviato con il ciclo di 3 Webinar “Il nuovo enoturismo: istruzioni per l’uso”, coinvolgendo esperti di diverse tematiche, dallo scenario italiano e internazionale ai nuovi trend dell’enoturismo; dall’attenzione alla sicurezza in chiave Covid-19 alle procedure amministrative e all’ospitalità in vigna e in cantina, fino alle connessioni con il territorio.
I prossimi webinar invece, si svolgeranno per il territorio lombardo grazie a UnionCamere Lombardia e per il Piemonte a favore dei Produttori del Consorzio Tutela del Gavi e degli Operatori dell’accoglienza del territorio, nell’ambito del Progetto ‘Destinazione Gavi’.